...o magari semplicemente un clown solo... che vive del sorriso altrui... (vi prego di perdonarmi la mancata padronanza della vostra lingua... come molti clown... sono straniero oltre ad essere strano)

Nome: Patrizio Clown
Solo un clown.. un semplice clown... i miei occhi son contornati di nero... la mia bocca rossa... porto un naso grosso e tondo.... bianchissima è la mia faccia .... indosso la mascherà della felicità....
Vivo perchè un sorriso illumini il tuo volto... e mi piace vedere i tuoi occhi lucidi che illuminano la mia anima....
Alcune volte però .... si formano righe nere sul mio volto ... che scendono dagli occhi... lasciando dei segni di tristezza e solitudine....
Quindi... se incontri un clown..... con delle righe nere sul volto... prova a donare un tuo sorriso a questo clown... in modo che il suo cuore si possa riscaldare ed asciugare le sue lacrime...
E ricordati.. che dietro a questa buffa maschera della felicità.. vive un uomo... come me... Patrizio
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FURTO, PLAGIO, REALTA' COPPIA INCOLLA
Non vorrei che voi pensaste che il furto di oggetti, libri e biciclette faccia parte della mia vita.... ma non vorrei neppure che voi pensaste che per me la parola furto non abbia alcun significato.
Esistono "cose" alle quali non riesco a resistere. Mi capita di sentirmi, alcune volte, come un profittatore.... un ladro di sentimenti sinceri, di pensieri profondi, di emozioni appaganti... (mi rendo conto che il proprietario originario non perderà nulla) posso rubare singole parole, frasi compiuti.... anche interi dialoghi... copiare comportamenti che mi piacciono.... voci che mi vibrano dentro. Non per possederli.... ma per distribuirli... donarli al mondo.... in una storia come questa:
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Il dio di Martina deve essere ancora più piccolo di quanto lo sia lei stessa, pensa Giovanni. Lui non aveva rubato la bicicletta... l'aveva solo e semplicemente portata via. Era lì, incustodita e non bloccata, come le altre, davanti a quel bar... e Giovanni doveva raggiungere l'altro lato della città. Alle tre del mattino. Aveva bevuto ed era stanco... la bicicletta gli sembrava un dono del destino.
Il giorno dopo ha usato la bicicletta per raggiungere il suo posto di lavoro.... e pian pianino si era abituato alla comodità del mezzo. Poi.... dopo alcune settimane.... qualcuno gliela rubò... la sua bicicletta non c'era più. Giovanni sentiva la mancanza del mezzo come un dolore... gli mancava tantissimo... questo vecchio catorcio.... assemblato dai pezzi, ancora funzionanti, di diverse biciclette..... adesso Giovanni doveva di nuovo prendere l'autobus per muoversi in città.
Un giorno... mentre stava andando a casa di un amico.... Giovanni vide la sua bicicletta proprio lì.... in quel cortile della vecchia casa ringhiera. Mentre afferrava il manubrio e stava per portare la bicicletta versa l'uscita del cortile si aprì una porta al secondo piano ed una voce isterica lo invitò a fermarsi.... ed una signora anziana ed un giovane corsero verso di lui. La vecchietta afferrò la bicicletta mentre il giovane chiamò la polizia con il proprio cellulare. Solo all'arrivo degli agenti Giovanni riuscì a liberarsi buttando per terra la vecchia e dando un pugno al volto al giovane. Il medico avrebbe poi indicato in 30 giorno la prognosi dell'anziana.
Durante l'udienza regnava una confusione incredibile. Giovanni era accusato per aver rubato.... alla vecchietta ed a suo figlio... una bicicletta. Ma più a lungo si protrae il dibattito tra pubblico ministero, giudice, difensore e le parti coinvolte... più divenne poco chiaro chi aveva poi alla fine rubato per primo ed a chi la bicicletta. Il figlio della signora anziana arrivò a sostenere che Giovanni gli aveva già rubato.... mesi addietro... un altra bicicletta... una nuova e fiammante City Bike.... mentre sua madre asserì di essere stata da Giovanni picchiata con un corpo contundente. Così Giovanni non venne condannato per il furto della bicicletta ma per percosse e violenza in quanto avrebbe utilizzato... come arma... la bicicletta.
Martina disse poi che la condanna con la condizionale era una ultima possibilità per Giovanni per poter finalmente iniziare una nuova vita.... impostata, questa volta, sulla correttezza e la sincerità. Lui concordò..... avendo previsto che sarebbe finita così. Il primo giorno della sua nuova vita.... si mise, con Martina, in cucina per decidere quale pezzo dei mobili sarebbe andato a chi. La lampada della cucina... la voleva Martina. Già che devo accettare la fine del rapporto.... potrò certo accettare di non avere più la lampada di cucina... meditò Giovanni. Decisero di disdire il contratto di affitto per l'appartamento comune.... e che Giovanni avesse dormito... per i restanti tre mesi sul divano. Prima di ritirarsi in camera da letto... Martina oggi guarda spesso Giovanni... lì sul divano. Una sera gli aveva chiesto "Ma perché non hai lasciato lì la bicicletta senza litigare con la vecchia e suo figlio?" Giovanni le rispose: "Non lo so... sai... in un modo era diventata la mia bicicletta."
Adesso io non vorrei che voi pensaste che io mi sia inventato questa storia... l'ho rubata.... alla vita.... così o poco diversamente avrebbe potuto accadere no? Ma adesso.... un po' come la bicicletta diventò di proprietà di Giovanni... anche questa storia... è diventata la mia.
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Dedicato a chi ruba le storia non alla vita.... ma da altri autori... e non per distribuire le belle storie scritte da altri.. ma per vestirsi dei complimenti per la trafugata bravura letteraria del vero autore.... truffando così, oltre il vero autore... gli amici che in modo sincero ci avevano creduto. Dedicato a chi distorce gli insegnamenti di autori di fama per mettergli in bocca quello che questi non hanno mai detto... truffando di nuovo gli amici con la non verità. Dedicato a chi si crea la propria verità e non accetta il confronto aperto e leale sulla stessa... usando la propria parola come arma in uno spazio senza regole.
Dedicato con tanta speranza.... anzi... con la convinzione che alla fine... le uniche strade che ricorderemmo sono le strade... sulle quale c'era amore. Come scrisse Carlos Castaneda (A scuola dallo stregone): "...... se non ce l'ha, è da scartare. Entrambe le strade non portano da nessuna parte: ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta a un viaggio lieto; finche' la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti fara' maledire la tua vita. Una ti rende forte; l'altra ti indebolisce."....."
Dedicato a Heinrich Böll ed al suo libro "Opinioni di un clown" del quale Gianfranco Franchi in una recensione di agosto 2004 concluse:
"Un libro di denuncia sociale e un diario esistenziale d’una bellezza impeccabile; destinato a cristallizzarsi nello spirito del lettore, e là a germogliare, nel tempo.
Maestro d’orgoglio della diversità e di coerenza nel sentimento, Hans Schnier è una maschera che si riflette, spietata e splendida, nel nostro tempo; e ripete, con un sorriso triste e meraviglioso, che in fondo non è cambiato niente. Soltanto nazioni, nomi, e banconote; non spirito, né dannazione. Il segreto rivelato è che a volte il lastrico è il trionfo. Indiscutibile."
Io, personalmente preferirei il lastrico alla prigione fatta delle proprie menzogne, da illusioni vendute.... dalla falsità delle convinzioni errate.... ma per fortuna non è una scelta che debbo fare. Buona settimana a tutti... e scusatemi... se vi ho rubato... il vostro tempo. Grazie per averlo speso per leggermi.
