...o magari semplicemente un clown solo... che vive del sorriso altrui... (vi prego di perdonarmi la mancata padronanza della vostra lingua... come molti clown... sono straniero oltre ad essere strano)

Nome: Patrizio Clown
Solo un clown.. un semplice clown... i miei occhi son contornati di nero... la mia bocca rossa... porto un naso grosso e tondo.... bianchissima è la mia faccia .... indosso la mascherà della felicità....
Vivo perchè un sorriso illumini il tuo volto... e mi piace vedere i tuoi occhi lucidi che illuminano la mia anima....
Alcune volte però .... si formano righe nere sul mio volto ... che scendono dagli occhi... lasciando dei segni di tristezza e solitudine....
Quindi... se incontri un clown..... con delle righe nere sul volto... prova a donare un tuo sorriso a questo clown... in modo che il suo cuore si possa riscaldare ed asciugare le sue lacrime...
E ricordati.. che dietro a questa buffa maschera della felicità.. vive un uomo... come me... Patrizio
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SAN VALENTINO (o giorno di Valentino)
Fin dal 400ac i pagani romani, ogni anno, eseguivano un rituale a Lupercus, il dio della fertilità, depositando in un urna i nomi di uomini e donne mescolandoli. Un fanciullo era incaricato di scegliere casualmente alcune coppie, che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente il tutto con altre coppie.
Determinati a mettere fine a questa primordiale pratica, che sicuramente troverebbe ancora oggi dei sostenitori (vero Stenka? *rido*), fu trovato come sostituto al problematico Lupercus un vescovo di Terni, Valentino, giustiziato poi il 14 febbraio del 273. Il tradizionale giorno in cui gli innamorati esprimono il loro reciproco amore, regalando appunto biglietti di San Valentino e/o cioccolatini, fu celebrato per la prima volta, il 14 febbraio 476. Nacque così la Festa degli Innamorati.
Anche quest'anno, verso la fine dell’inverno... l’arrivo prossimo della primavera è già un po’ nell’aria…., nel giorno di Valentino gli innamorati festeggiano il loro amore. Anche se... in fondo oggigiorno sembra più una festa per fioristi, gioiellieri e ristoratori.... solo che...
i fiori non riescono a sostituirsi alle umiliazioni....
il gusto del cioccolato non riesce a coprire l’amarezza...
una cena in compagnia non toglie la solitudine dell’anima...
una canzone non riesce a coprire il silenzio del cuore...
un profumo non può dare colore a giornate grigie....
una cartolina non colma il desiderio di dialogo...
insomma...
l’amore non si può vivere per un solo giorno l’anno. Auguro a voi, ed a me, di poter vivere l'amore ogni minuto della nostra vita... in modo che fiori colorati e profumati crescono nella nostra anima.... che il gusto di dolci baci copra ogni amarezza... che il profumo del nostro amore ci accompagni anche quando si è lontani l'una dall'altro.... che il nostro cuore parli con il cuore delle persone amate in un dialogo pieno di complicità e di rispetto...
Buon San Valentino..... grazie cuore... grazie anima... grazie a voi tutti....
LEI E LUI

Era lì, sdraiata ed immobile.... e colma di quella calma e serenità che le trasmetteva il far l'amore con questo uomo. Da lontano arrivavano suoni quasi impercettibili.... il passaggio di auto... le risate di bambini che giocano... il canto serale degli uccelli. Nella roulotte dominava il silenzio... oltre al ritmico tick tack dell'orologio... e del regolare sospiro di lui.... sdraiato accanto a lei.
Lei lo guardava in silenzio. Tra poco, all’imbrunire, ne avrebbe intravisto solo i contorni….. i suoi capelli ricci….la sua fronte ampia…..il mento deciso….il naso… che gli dava quell’espressione da ragazzino….la bocca…..con le labbra semiaperte come se sorridesse.
I capelli così morbidi e folti... come quando poco fa, lei li stava ancora accarezzando mentre le sue labbra, calde e soffici, esploravano tutto il suo corpo. La sua lingua calda che giocava sapientemente con il suo sesso... le sua dita che prima delicatamente poi in modo sempre più deciso.... l'hanno portata, su una onda armoniosa e crescente, a sperimentare questa sua voglia di appagamento.... di vivere la propria femminilità. Mentre pensava: "Quanto bene questo uomo conosce il mio corpo!" sentiva risvegliarsi in se l'eccitazione osservando questo corpo maschile nudo al suo fianco.... immaginando come avrebbe potuto facilmente svegliarlo, accarezzandolo con le mani e con la bocca... finche lui non sarebbe stato di nuovo pronto... a celebrare ancora con lei questo amore, un altra volta anche fisicamente... come poco fa.
"Ma no!" si disse... e decise di non svegliarlo... e di continuare a godere fino in fondo di questo silenzioso e prezioso momento nel quale i loro corpi rimanevano. sdraiati ed appagati, uno accanto l'altro. su questo letto... sul quale si erano abbandonati già molte volte... vivendo la loro voglia, uno dell'altro, con tanta complicità ed appagamento.
Il suo sguardo ritornò sul suo volto. I suoi occhi chiusi e la sua bocca socchiusa testimoniavano un immensa serenità ed una profonda pace. Che bello che era poter vivere con questo uomo in perenne ricerca, questi profondi momenti di serena felicità e di intima complicità. Quanto era forte e completo il suo amore per questo uomo!
Nonostante tutto.... come ogni volta…. dopo aver toccato le stelle insieme a questo uomo... intuiva come un suo allontanarsi da lei... come se, pian piano, lui le diventasse estraneo. Lei non poteva liberarsi dall'idea che un giorno... sempre più vicino... lui non avrebbe più sopportato questa simbiosi dei loro corpi e delle loro anime.... e le avrebbe detto di volere andare via.
"No! Non pensarci neppure!" si disse e si avvicinò al suo viso, sfiorando leggermente con le sue labbra la fronte,.... contenta che le lacrime che le stavano scendendo sulle guance non lo avrebbero svegliato. "Buona notte amore"... pensò.... "sarò forte come te!"
(Sogno di un clown... nella sua roulotte in una notte di quasi luna piena.... mentre Charly gli aveva toccato la fronte con il suo naso umido)
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Vi auguro un fine settimana pieno di attimi di amore profondo.... e la capacità di accettare ogni istante come prezioso regalo... vivendo questi momenti con il cuore e con l’anima.... o come disse il Dalai Lama:
“Se riflettiamo, comprenderemo che nella nostra vita gran parte della sofferenza che proviamo è provocata non tanto da cause esterne quanto da eventi interni come il sorgere di emozioni disturbanti. Il miglior antidoto a questa rovina è accrescere la nostra capacità di fronteggiare queste emozioni. Se l’umanità vuole sopravvivere, la felicità e l’equilibrio interiori sono essenziali; altrimenti la vita dei nostri figli e dei loro figli sarà con ogni probabilità infelice, disperata e di breve durata. Il progresso materiale certamente contribuisce - in qualche misura - alla felicità e a una vita confortevole; ma questo non basta. Se vogliamo raggiungere un livello profondo di felicità non dobbiamo trascurare il nostro sviluppo interiore.”
Buon Week end..... a tutti......
OCCHI NELLA NOTTE
Ero seduto sulla poltrona.. davanti a quell'enorme finestra di quell'attico che sovrasta la città. Nessun rumore mi giungeva da fuori... mentre stavo osservando le luci di questa città... (non sto bene nelle città... non ne ho mai voluto viverci). Lì una reclame di neon pulsante.... là le luci della colonna di auto... luci in alcune case... dove qualcuno... come me.. non riusciva a dormire. Erano le tre di notte. Il cielo era nero... nessuna luce in questo buio vuoto.... non si vedeva nulla... neppure le nuvole che oscuravano tutto... stelle, luna... assolutamente niente... solo nero... assenza assoluta di colore... di luce... di calore. Solo le luci artificiali della città.. tinte fatte dall'uomo.... fermi... od in movimento.... in un silenzio assordante. Anche io ero seduto nel buio del mio salotto... nessuna luce accesa... in modo da poter osservare meglio questo mondo... artificiale... vivo non si sa come... non si sa perché.
Mi sembrava di essere l'unico essere umano al mondo a conoscere un altro tipo di notte... altre luci nella notte... rumori... suoni... ed altri profumi e sapori. Non queste nuvole tossiche che penetrano l'atmosfera... togliendo ogni luce naturale... coprendo ogni profumo con un odore che mi sembrava metallico. Voglio ricordare una notte... che mi sta accompagnando tutta la vita.. e chiudo gli occhi per riviverla meglio:
Era una calda sera di luglio in un estate lontana. Avevamo festeggiato un compleanno.... seduti intorno una lunghissima tavolata sul prato tra piante secolari. Avevamo mangiato, bevuto, chiacchierato... riso... insomma... abbiamo celebrato la vita.... quanto lo sguardo di una donna, seduta sull'altro lato del tavolo, mi catturò. Non so quanto tempo siamo rimasti lì... guardandoci negli occhi... sorridendoci... in una conversazione silenziosa delle nostre anime. Ad un tratto... non so perché... ci siamo entrambi alzati, e come complici... ci siamo incontrati alla fine del tavolo. Presi la sua mano. E mano nella mano ci siamo allontanati verso un silenzio tutto nostro... sotto un cielo pieno di stelle... con una luna che sembrava sorriderci. Saliti su una vicina collina... ci siamo seduti, abbracciati, nell'erba incolta. Le luci della festa illuminava il dolcissimo volto di lei... la baciai per la prima volta... mentre la musica della festa, le voci ed i sorrisi di nostri amici si persero nelle nostre carezze... nel sussurro delle nostre parole di amore. Sotto un cielo di stelle che ci osservavano.... ed una luna che sembrava strizzarci l'occhio... avvolti dai profumi della terra e dei fiori... ed accompagnati dalla musica della natura... abbiamo fatto l'amore......
Riapro gli occhi.. e vedo di nuovo la città... la reclame di neon... la fila interminabile delle auto... e le luci nelle finestre delle persone che, come me, non riescano a dormire. Sentivo come un profondo buco nero aprirsi nello stomaco quando il mio sguardo si rivolse verso questo cielo avvelenato. Avrei fatto di tutto per ritornare indietro nel tempo. Rivolevo le mie stelle... la mia luna... fedeli complici della mia gioventù. Questo non era il mio mondo.. non lo volevo.
Quando aprì il finestrone della veranda mi sommerse l’onda assordante ed innaturale del fracasso della città. Uscì... afferrai la ringhiera. Ero lì, immerso... in questo mondo... non mio. Mentre scrutavo questa città vidi, sulla veranda del palazzo di fianco una donna... che come me stava lì... persa anche lei in questo ambiente così poco umano. La luce della reclame di neon illuminò i nostri volti.... quando il mio sguardo incontrò il suo. Vidi negli suoi occhi i ricordi di un tempo dove i prati emanavo ancora il loro profumo, dove gli uccelli riempivano del loro canto il mondo, dove le stelle brillavano nelle notti caldi e sensuali... e dove la luna era fedele complice delle nostre vite.
In questo momento amavo questa donna per i ricordi che ci legavano. In un mondo freddo... pieno di gente fredda... esisteva lei... che come me cercava nel cielo notturno di ritrovare la vita... quella vera, di una volta. Sapevo che questo nostro incontro di amore sarebbe durato solo un attimo.... così ci siamo entrambi sporti... iniziando da questo momento la nostra eternità.
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Auguro a tutti voi un fine settimana fatto di amore, colori, sapori, profumi e suoni veri... lasciandovi un sorriso.... che vedrete guardando la luna... questa complice delle nostre vite.... (se poi il buio la dovesse coprire... guardate in voi... lì la troverete di sicuro.... vi voglio bene..... lune....) *rido*
E L'AMORE BALLO' CON LA MORTE
Il ragazzo era seduto solo nella sua camera meditando sulla sua vita. Lui amava la vita... ma, nello stesso momento, disprezzava vivere. Odiava le complicazioni che la vita gli procurava. Ripudiava la falsa libertà... questa grande bugia chiamata libertà.... lui si sentiva oppresso... rinchiuso.... limitato in tutto..... tutt'altro che libero, indipendente o autodeterminato. Disdegnava ogni tipo di pressione.... ogni prevaricazione che puntualmente sentiva arrivargli dagli adulti... dalle persone. Dall'altra parte... il ragazzo amava le persone. Le osservava spesso per imparare da loro... per crescere. Da una parte era entusiasta di questa crescita... e del suo futuro... ma dall'altra era terrorizzato proprio da quello che prevedeva per il suo avvenire. Amava i suoi genitori... specie sua madre che adorava... mentre proprio da lei nasceva la paura maggiore della sua vita.... quella di non essere adeguato alle aspettative... di deluderla.... di non essere degno di essere amato. Il ragazzo avrebbe amato anche i suoi amici.... semmai li avesse avuti. Ma i ragazzi della sua età lo escludevano... loro erano audaci... non soggetti a questi suoi pensieri.... privi di problemi e di preoccupazioni.
Lui era solo. Solo con tutto questo peso della vita... solo con queste sue convinzioni di inadeguatezza.... e solo con questo suo grande amore... che nessuno sembra volere. I suoi genitori vivevano la loro vita. Non si sono mai scordati di lui, in fondo erano presenti... però lui continuava a sentirsi ignorato.... nei suoi tentativi di donare loro il suo amore. Però loro non accoglievano questo regalo fatto del suo amore.... non riconoscevano il valore immenso... seppur immateriale dell'amore. Così il ragazzo era solo.... solo con il suo amore... un amore che ballava con la morte.
All'inizio l'amore guidò le danze.... in un ballo passionale ed allegro... fatto da musiche positive che parlavano al sentire. Ma pian piano... la musica cambiò... divenne profonda e triste.... complessa.... martellante il pensare.... e fu la morte a prendere la guida delle danze.... in un vortice snervante. Così l'amore del ragazzo si stancò sempre di più... ed arrivò a non riuscire più a tenere il ragazzo....
Quella sera i genitori compresero per la prima volta il loro ragazzo.... si accorsero del suo sentire.... questa visione avrebbe accompagnato loro due per il resto della loro vita.... ognuno per la sua strada... ricordando ciascuno il figlio.....
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Quando vi trovate di fronte ad una persona.... cercate di accogliere il suo sentire.... recepite con il cuore.... e date accoglienza al sapere. Siate curiosi.... ascoltate.... e sospendete il giudizio del vostro pensare.... affinchè le danze siano allegre e passionali... e sempre guidate dall'amore. E quando vi sentite inadeguati.... cercate l'amore che è in voi.... fate di tutto per conoscere... (il sapere non occupa spazio).... e cacciate i vostri giudizi (che impediscono l'emergere della verità).....
Buon fine settimana..... ai ragazzi ed alle ragazze che vivono in tutti noi..... e che amano la vita....
FURTO, PLAGIO, REALTA' COPPIA INCOLLA
Non vorrei che voi pensaste che il furto di oggetti, libri e biciclette faccia parte della mia vita.... ma non vorrei neppure che voi pensaste che per me la parola furto non abbia alcun significato.
Esistono "cose" alle quali non riesco a resistere. Mi capita di sentirmi, alcune volte, come un profittatore.... un ladro di sentimenti sinceri, di pensieri profondi, di emozioni appaganti... (mi rendo conto che il proprietario originario non perderà nulla) posso rubare singole parole, frasi compiuti.... anche interi dialoghi... copiare comportamenti che mi piacciono.... voci che mi vibrano dentro. Non per possederli.... ma per distribuirli... donarli al mondo.... in una storia come questa:
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Il dio di Martina deve essere ancora più piccolo di quanto lo sia lei stessa, pensa Giovanni. Lui non aveva rubato la bicicletta... l'aveva solo e semplicemente portata via. Era lì, incustodita e non bloccata, come le altre, davanti a quel bar... e Giovanni doveva raggiungere l'altro lato della città. Alle tre del mattino. Aveva bevuto ed era stanco... la bicicletta gli sembrava un dono del destino.
Il giorno dopo ha usato la bicicletta per raggiungere il suo posto di lavoro.... e pian pianino si era abituato alla comodità del mezzo. Poi.... dopo alcune settimane.... qualcuno gliela rubò... la sua bicicletta non c'era più. Giovanni sentiva la mancanza del mezzo come un dolore... gli mancava tantissimo... questo vecchio catorcio.... assemblato dai pezzi, ancora funzionanti, di diverse biciclette..... adesso Giovanni doveva di nuovo prendere l'autobus per muoversi in città.
Un giorno... mentre stava andando a casa di un amico.... Giovanni vide la sua bicicletta proprio lì.... in quel cortile della vecchia casa ringhiera. Mentre afferrava il manubrio e stava per portare la bicicletta versa l'uscita del cortile si aprì una porta al secondo piano ed una voce isterica lo invitò a fermarsi.... ed una signora anziana ed un giovane corsero verso di lui. La vecchietta afferrò la bicicletta mentre il giovane chiamò la polizia con il proprio cellulare. Solo all'arrivo degli agenti Giovanni riuscì a liberarsi buttando per terra la vecchia e dando un pugno al volto al giovane. Il medico avrebbe poi indicato in 30 giorno la prognosi dell'anziana.
Durante l'udienza regnava una confusione incredibile. Giovanni era accusato per aver rubato.... alla vecchietta ed a suo figlio... una bicicletta. Ma più a lungo si protrae il dibattito tra pubblico ministero, giudice, difensore e le parti coinvolte... più divenne poco chiaro chi aveva poi alla fine rubato per primo ed a chi la bicicletta. Il figlio della signora anziana arrivò a sostenere che Giovanni gli aveva già rubato.... mesi addietro... un altra bicicletta... una nuova e fiammante City Bike.... mentre sua madre asserì di essere stata da Giovanni picchiata con un corpo contundente. Così Giovanni non venne condannato per il furto della bicicletta ma per percosse e violenza in quanto avrebbe utilizzato... come arma... la bicicletta.
Martina disse poi che la condanna con la condizionale era una ultima possibilità per Giovanni per poter finalmente iniziare una nuova vita.... impostata, questa volta, sulla correttezza e la sincerità. Lui concordò..... avendo previsto che sarebbe finita così. Il primo giorno della sua nuova vita.... si mise, con Martina, in cucina per decidere quale pezzo dei mobili sarebbe andato a chi. La lampada della cucina... la voleva Martina. Già che devo accettare la fine del rapporto.... potrò certo accettare di non avere più la lampada di cucina... meditò Giovanni. Decisero di disdire il contratto di affitto per l'appartamento comune.... e che Giovanni avesse dormito... per i restanti tre mesi sul divano. Prima di ritirarsi in camera da letto... Martina oggi guarda spesso Giovanni... lì sul divano. Una sera gli aveva chiesto "Ma perché non hai lasciato lì la bicicletta senza litigare con la vecchia e suo figlio?" Giovanni le rispose: "Non lo so... sai... in un modo era diventata la mia bicicletta."
Adesso io non vorrei che voi pensaste che io mi sia inventato questa storia... l'ho rubata.... alla vita.... così o poco diversamente avrebbe potuto accadere no? Ma adesso.... un po' come la bicicletta diventò di proprietà di Giovanni... anche questa storia... è diventata la mia.
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Dedicato a chi ruba le storia non alla vita.... ma da altri autori... e non per distribuire le belle storie scritte da altri.. ma per vestirsi dei complimenti per la trafugata bravura letteraria del vero autore.... truffando così, oltre il vero autore... gli amici che in modo sincero ci avevano creduto. Dedicato a chi distorce gli insegnamenti di autori di fama per mettergli in bocca quello che questi non hanno mai detto... truffando di nuovo gli amici con la non verità. Dedicato a chi si crea la propria verità e non accetta il confronto aperto e leale sulla stessa... usando la propria parola come arma in uno spazio senza regole.
Dedicato con tanta speranza.... anzi... con la convinzione che alla fine... le uniche strade che ricorderemmo sono le strade... sulle quale c'era amore. Come scrisse Carlos Castaneda (A scuola dallo stregone): "...... se non ce l'ha, è da scartare. Entrambe le strade non portano da nessuna parte: ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta a un viaggio lieto; finche' la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti fara' maledire la tua vita. Una ti rende forte; l'altra ti indebolisce."....."
Dedicato a Heinrich Böll ed al suo libro "Opinioni di un clown" del quale Gianfranco Franchi in una recensione di agosto 2004 concluse:
"Un libro di denuncia sociale e un diario esistenziale d’una bellezza impeccabile; destinato a cristallizzarsi nello spirito del lettore, e là a germogliare, nel tempo.
Maestro d’orgoglio della diversità e di coerenza nel sentimento, Hans Schnier è una maschera che si riflette, spietata e splendida, nel nostro tempo; e ripete, con un sorriso triste e meraviglioso, che in fondo non è cambiato niente. Soltanto nazioni, nomi, e banconote; non spirito, né dannazione. Il segreto rivelato è che a volte il lastrico è il trionfo. Indiscutibile."
Io, personalmente preferirei il lastrico alla prigione fatta delle proprie menzogne, da illusioni vendute.... dalla falsità delle convinzioni errate.... ma per fortuna non è una scelta che debbo fare. Buona settimana a tutti... e scusatemi... se vi ho rubato... il vostro tempo. Grazie per averlo speso per leggermi.
Melien in SAN VALENTINO (o gio...
Pralina in SAN VALENTINO (o gio...
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